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Architetti, Storia dell’ Architettura Moderna e Contemporanea, Sostenibilità e Attualità.

1) Premi di cubatura e interventi di demolizione-ricostruzione.Questa è una parte collegata al protocollo di intesa tra lo Stato e le Regioni. Sono esclusi da qualsiasi intervento i centri storici, le aree naturali protette, le zone a rischio esondazione, le zone sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta, le fasce di rispetto dei territori costieri, dei fiumi e dei laghi. I proprietari di immobili ad uso residenziale potranno ampliare la propria casa del 20%, a patto che il volume non superi i 1.000 metri cubi. Questo “premio di cubatura” si può applicare anche agli edifici non residenziali per artigianato e piccola industria con superficie non superiore a 1.000 metri quadrati. In questo caso l’immobile dovrà mantenere la stessa funzione d’ uso per 10 anni.  In tema di zone agricole, questi benifeci potranno essere utilizzati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli a titolo professionale compresi i loro eredi. L’ampliamento si potrà realizzare affianco all’edificio esistente. Le sopraelevazioni sono escluse, eccetto la possibilità di realizzare una nuova copertura o modificare l’esistente al fine di rendere abitabili i sottotetti, come prevede la legge regionale. Tutti gli interventi dovranno adattarsi alle norme antisismiche e le legge in materia di bioedilizia. Dove non sia possibile realizzare delle opere di urbanizzazione secondaria, come parcheggi o servizi è ammessa la monetizzazione. In questo caso ci sarà un incremento pari al 50% degli oneri concessori. Se l’ intervento riguardasse la prima casa, i comuni potrebbero ridurre del 30 per cento l’importo degli oneri concessori.  I premi di cubatura sono aumentati (rispettivamente al 35 % e al 20%) nelle zone dove il rischio sismico è maggiore favorendo indirettamente la messa a norma e soprattutto in sicurezza. Per quanto riguarda  gli interventi di demolizione e ricostruzione, il premio di cubatura aumenta fino al 35%. In questa operazione se venissero realizzate nuove unità immobiliari, il 25% di queste deve essere destinato ad affitto con canone concordato per famigli con basso reddito. Sarà possibile realizzare fino al 40% in più di cubatura se la demolizione e ricostruzione sarà realizzata tramite un concorso di progettazione e l’ intervento realizzato sia quello del progetto vincitore. Il documento richiesto per i lavori è una DIA (dichiarazione inizio attività), mentre se l’ intervento interessa un complesso con un volume superiore ai 3.000 metri cubi sarà necessario il permesso di costruire. Il tempo utile per presentare le DIA è nei due anni successivi alla legge.

2) Programmi per il recupero ambientale e il riordino urbano. Si tratta di due strumenti urbanistici collegati agli interventi di demolizione e ricostruzione chi i Comuni potranno adottare. In pratica, in presenza di territori pregiati dal punto di vista ambientale, naturalistico, culturale, le amministrazioni locali potranno predisporre dei programmi integrati che prevedano non solo la demolizione e ricostruzione di edifici, ma lo spostamento degli stessi al di fuori dell’area vincolata. In questo caso il premio di cubatura potrebbe arrivare fino al 50%. Per quanto riguarda, invece, le zone del litorale, l’incremento arriva al 60%, se la nuova destinazione dell’edificio sarà “turistico-ricettiva”. Lo stesso vale per un programma integrato per una zona urbana da riqualificare o una periferia con funzioni eterogenee e tessuti di edilizia non organici.

3) Edilizia residenziale sociale – socialhousing. Si introducono, per la prima volta, norme sulla cosiddetta edilizia residenziale sociale. La Regione vede il ampliarsi il suo raggio d’ azione che non si limiterà più all’edilizia agevolata e a quella sovvenzionata come le case popolari, ma potrà proporre alloggi in affitto a canone sostenibile o con il diritto di riscatto. La legge prevede l’ utilizzo di un piano straordinario di durata decennale per realizzare nuove case popolari che è finanziato in maniera stabile da un 5% del gettito della tassa automobilistica. Di fianco ai classici standard urbanistici, inoltre, viene introdotta una quota, ovvero il 20%, percentuale di superficie fondiaria edificabile che i proprietari delle aree interessate da varianti urbanistiche dovranno cedere ai Comuni. Il 50% di queste aree sarà utilizzato per realizzare case popolari. Un iter semplificato per il cambio di destinazione d’uso è previsto se questo riguarda immobili di diverso uso di proprietà dell’Ater. questo realizzerà case per disabili al piano terra delle case popolari. La Regione potrà esercitare poteri sostitutivi nei confronti dell’Ater in caso di inadempienza, così da accelerare la conclusione degli interventi di edilizia residenziale pubblica. Fermo restando il rispetto degli standard urbanistici è prevista inoltre per i Comuni, la possibilità di aumentare la previsione edificatoria in tutte quelle zone già destinate a edilizia residenziale pubblica. L’eventuale eccedenza di tali standard potrà essere convertita in edilizia sociale. Previsti in più, contributi regionali e mutui agevolati per chi ha intenzione di comprare o costruire la prima casa o intende affrontare progetti di autorecupero. Questa tipologia di contributi potranno essere assegnati a nuclei familiari con reddito Isee fino a 40 mila euro. I beneficiari dei finanziamenti regionale per l’edilizia residenziale pubblica, dovranno curare la compilazione del fascicolo di fabbricato.

4) Semplificazione delle procedure.  Si tratta di alcune norme volte a disciplinare in maniera più semplice l’iter dei provvedimenti urbanistici. Viene esclusa, ad esempio, la necessità di varianti per la definizione della viabilità primaria, il reperimento all’esterno degli ex nuclei abusivi delle aree per il verde e i servizi pubblici e parcheggi nonchè il mutamento delle destinazioni d’uso. Saranno sufficienti piani attuativi, con un iter più semplice e breve rispetto a quegli strumenti classici che tanto frenano iniziative e procedure.

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