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Architetti, Storia dell’ Architettura Moderna e Contemporanea, Sostenibilità e Attualità.

La promozione della pratica del riciclaggio di rifiuti edili è parte di una politica edilizia che, negli ultimi decenni, è stata indirizzata verso il recupero delle aree e degli edifici dismessi. In secondo luogo è cresciuta una sensibilizzazione a livello italiano ed europeo al rischio idrogeologico, per cui abbiamo assistito ad una politica ambientale orientata alla limitazione del consumo delle risorse naturali (e quindi delle cave ampiamente utilizzate per il confezionamento di calcestruzzo) ed all’acquisizione di consapevolezza da parte dei soggetti decisori e tecnici dell’uso responsabile delle risorse del territorio e della necessità di limitare la pratica delle discariche. Nel 1991 su commissione del Ministero dell’Ambiente l’Ente Castalia ha stimato che sul totale della produzione annuale degli scarti attribuiti all’attività edilizia (includendo il materiale proveniente dagli scavi, dalle demolizioni associate al recupero edilizio e dalle attività di manutenzione ordinaria)il 92% proviene da microdemolizione e non da grandi opere, come saremmo portati a pensare. Le problematiche legate alla formazione del rifiuto in cantiere risultano derivanti dalla leggerezza con cui si affrontano i piccoli interventi di ristrutturazione ed anche dalla mancanza di specificità professionale delle ditte che demoliscono; non esistono infatti ancora veri e propri progettisti della demolizione, né un tariffario professionale per questa prestazione. In alcuni stati esteri come la Danimarca e l’Olanda è già presente il “permesso di demolizione” che fornisce una precisa quantificazione delle parti demolite in fase di progettazione (e non a demolizione avvenuta); in tal modo non viene lasciato spazio ad “improvvisazioni”. La legislazione italiana in materia di rifiuti, antecedente al 1997, era stata formulata per lo più per arginare situazioni di emergenza ambientale. Il Decreto Ronchi del 1997 offre per la prima volta un quadro organico sulla normativa di questo settore, prevedendo precisi obblighi di indirizzo, di pianificazione e di attuazione della politica di gestione dei rifiuti. Con il Decreto Ronchi, che si muove in linea con le direttive dell’Unione Europea, le ditte operatrici nel settore della demolizione sono obbligate a compilare formulari di identificazione dei rifiuti. Lo scopo è quello di prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti, valorizzare gli scarti attraverso il recupero, diminuire la quantità dei rifiuti smaltiti in discarica ed incrementare la raccolta differenziata per garantire l’alta qualità del recupero. Questi fondamentali obiettivi si traducono nel campo delle costruzioni nell’ottimizzazione di alcune fasi del processo edilizio, ad esempio nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione di un green building. Tali fasi sono: fase di progetto – in vista dell’intero ciclo di vita del prodotto edilizio; fase di demolizione – come stadio iniziale del processo di recupero; fase della raccolta differenziata – per valorizzare il prodotto finale.

Riciclo primario

Vi sono varie componenti del sistema edilizio che possono essere reimpiegate così come sono; in tal caso si parla di riciclo primario o riuso. Tali materiali possono essere:

Coppi – vengono puliti e rivenduti, di solito impiegati in costruzioni di tipo rustico; Mattoni fatti a mano – vengono accuratamente ripuliti ed impiegati in pavimentazioni per interni ed esterni; Travi di legno – vengono rivendute e riutilizzate solitamente nella costruzione di camini o tavernette. Il riuso è generalmente da prediligere al riciclo, in quanto tecnica poco dispendiosa dal punto di vista energetico ed economico.

Riciclo secondario

L’attività di riciclaggio dei materiali del cantiere è assai complessa a causa della numerosità degli scarti prodotti. I rifiuti da C&D sono infatti composti da parti molto diverse tra loro come carta, vetro, plastica, legno, ferro, inerti, ceramiche, calcestruzzo e materiale lapideo, e talvolta contengono rifiuti classificati dalla normativa come pericolosi, quali l’amianto. Il vetro riciclato viene solitamente reimpiegato come materiale drenante, con la cellulosa della carta si possono ottenere pannelli isolanti, con la plastica una serie di elementi di completamento quali recinzioni, moquette e relativo sottofondo. Con gli inerti riciclati si impastano nuove malte con il vantaggio di una forte attività pozzolanica. Gli aggregati provenienti da macerie in Italia non possono essere utilizzati per scopi strutturali, generalmente essi vengono impiegati in riempimenti ed in sottofondi stradali.

Riciclo terziario avviene per via chimica: esso produce un materiale praticamente equivalente al materiale di partenza.

Riciclaggio in Italia e Riuso in Ediliziahttp://www.dwglab.com/wp-content/uploads/2013/09/aaaaaa-1.pnghttp://www.dwglab.com/wp-content/uploads/2013/09/aaaaaa-1-150x150.pngadminArchitettura _Problematiche Culturali e ConoscitiveHeading Arch.Sostenibilità e AttualitàArchitettura Contemporanea,Ecosostenibile,RiusoArchitetti, Storia dell' Architettura Moderna e Contemporanea, Sostenibilità e Attualità. La promozione della pratica del riciclaggio di rifiuti edili è parte di una politica edilizia che, negli ultimi decenni, è stata indirizzata verso il recupero delle aree e degli edifici dismessi. In secondo luogo è cresciuta una sensibilizzazione a livello...Particolari dwg, architetture famose, blocchi cad